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Conoscere e capire le esigenze del cliente. Per conseguire un buon lavoro è infatti fondamentale capire chi abbiamo di fronte e quali sono le sue richieste in modo da poter svolgere successivamente un minuzioso lavoro di analisi per ogni informazione utile pervenutaci. Uno strumento essenziale per svolgere e documentare in modo costruttivo l’analisi di un cliente è il brief.

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11.03.2010

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Qui troverai i miei pensieri e le curiosità dal web.

Illusione ottica

11.03.2010

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La macchina per volare impiega una forza di reazione potente dell’ugello del motore e dell’acqua di 215 atmosfere per raggiungere il volo stabile e controllato.

Probabilmente più interessante di quanto ritenevo quando solo vi si rumoreggiava attorno, ma non credo possa elevarsi ad oggetto del desiderio come fu per iPod o iPhone.
Come dispositivo è troppo grande per essere considerato “mobile”, e troppo piccolo per poter sostituire un portatile. Magari un notebook sì, quando i primi esemplari saranno disponibili magari lo scopriamo.

Sicuramente un bellissimo gadget, di quelli che fanno la differenza, e di conseguenza sicuramente un successone.

Ora si tratta solo di capire come funzionerà l’iBook Store, perché è chiaro che il nostro Steve Jobs dopo aver esser stato il protagonista della distribuzione musicale digitale vuol diventarlo anche per quello che riguarda l’editoria. La scommessa è tutta qui…

Avatar

18.01.2010

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James Cameron è tornato e, ancora una volta, ha lanciato la sua sfida molto personale al mondo del cinema. Così come in Titanic, snobbato a torto dalla critica più vetero-conservatrice, anche in Avatar decide di basare l’impresa su una sceneggiatura che a un primo sguardo non può non apparire decisamente semplice…
Questa sera vado al cinema… domani scriverò la recensione completa!
/Franko

RECENSIONE AVATAR

Ho visto Avatar 3D ieri 18 gennaio 2010, non nego di essere stato eccitato come un bambino la prima volta al cinema. Un film atteso, attesissimo, 15 anni di lavoro certosino e di annunci e preview centellinate negli anni da uno dei registi più acclamati degli ultimi anni, James Cameron.

Come sono uscito dal cinema? Soddisfatto, felice ma non completamente e razionalmente convinto di quello che avevo visto. Se dovessi descrivere Avatar con due parole: eccezionale ma banale.

Incominciamo col banale. Avatar ha una trama semplice e lineare. Un soldato occidentale vive tra gli indigeni di una tribù primitiva. Si innamora della nativa principessa, si divide tra la fedeltà alla sua vecchia civiltà e alla nuova che lo ha accolto, alla fine decide di stare con gli indigeni e combatte contro i cattivoni occidentali che vogliono distruggere la loro civiltà primordiale. Ma non solo la trama è banale, è perfino scontata. Sappiamo fin dal principio come andrà a finire, sappiamo cosa accadrà, chi vincerà, chi perderà. Non esiste un elemento sorpresa. Il film va da A a B senza problemi.

Ecco un altro elemento che fa pensare: 15 anni sono giustificabili per questo film? Gli effetti speciali è vero sono molto curati e con milioni di dettagli. Sta di fatto che un programmatore di videogiochi oggi riesce a dare un prodotto qualitativamente migliore e in minor tempo. Forse è arrivato il momento di scritturare i programmatori di videogiochi come registi?

Veniamo alla eccezionalità. Avatar è imperdibile, è un must sia per gli amanti della fantascienza che per i “turisti della fantascienza” (insomma anche per quelli che “Star Wars è quello dove c’è il tipo con le orecchie a punta, vero?”). Avatar è eccezionale (nel senso letterale del termine: è un’eccezione nel panorama cinematografico odierno) per due motivi fondamenteli: la cura maniacale per i dettagli e il giusto bilanciamento tra scene d’azione e pause di riflessione. Ci sono dei momenti in cui lo spettatore è costretto a riflettere, fare una pausa tra un’azione e l’altra e rimanere a bocca aperta di fronte alle meraviglie del pianeta Pandora. I dettagli sono maniacali e molto realistici (ad un livello simile a quello di un videogioco moderno). Si rimane colpiti dalla descrizione della biologia aliena del pianeta: veramente impressionante la carrellata di specie animali e vegetali descritte, come in un documentario. Ma proprio in questo eccesso di zelo nei dettagli si nasconde l’insidia più grande per Avatar. La popolazione indigena di Pandora, i Na’vì, sono umanoidi in tutto e per tutto simili agli uomini. E tutto questo stona col resto della biologia del pianeta. Su Pandora vedrete che tutte le creature condividono l’esapodia, la fotoluminescenza, la presenza di antenne, e spesso la presenza di due paia di occhi, di narici pettorali o nel collo. Ebbene i Na’vì sono semplicemente degli Homo sapiens blu. Sono degli alieni nel loro pianeta natio. Le femmine hanno persino i seni e la protagonista principale, intepretata sa Zoe Saldana, è una bellissima aliena.

Io credo che il problema di Avatar sia che è un film con idee vecchie fatto uscire nel momento sbagliato. Uno script che 15 anni fa si riallacciava ad un filone in voga come quello degli eroi noglobal un po’ new age che combattono contro i dominatori cattivi: Balla coi lupi, Pocahontas, Braveheart , L’ultimo samurai e via dicendo. Ma i tempi sono cambiati: il mercato è veloce e il pubblico si assuefà alle novità in maniera incredibile.


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